Obblighi legali siti WEB

obblighi e leggi per non rischiare sanzioni, la normativa sui siti web è chiara

Aprire un sito web è un’avventura fantastica, che però ha i suoi lati noiosi legati alla burocrazia. Quando si deve pubblicare un progetto online è necessario attenersi alla normativa italiana ed europea relativa alle pubblicazione di contenuti web e al commercio elettronico. Facciamo una rapida analisi della disciplina che regolamenta i comportamenti delle aziende che decidono di lavorare online. 

I dati della tua azienda: come e dove indicarli sul web

Secondo l’Art. 2250 del Codice Civile, tra gli obblighi troviamo i dati societari devono essere obbligatoriamente comunicati online. Ma quali informazioni bisogna comunicare? Dipende dalla natura giuridica dell’azienda:

  • Le Ditte individuali devono indicare la Partita Iva nel sito aziendale (inclusi i siti utilizzati per motivi pubblicitari).
  • Le Società di persone costituite da due o più soci devono comunicare sia negli atti che nella corrispondenza (fatture, DDT) questi dati: la ragione sociale, la sede dell’azienda, codice fiscale/partita Iva, sede del Registro delle Imprese a cui si è registrati e numero di iscrizione e (se esiste) lo stato di liquidazione dell’azienda.
  • Società di capitali di cui fanno parte le Società per Azioni (S.P.A.), le Società a Responsabilità Limitata (S.R.L.) e le Società in Accomandita per Azioni (S.A.P.A.) devono segnalare negli atti, nel sito web, nella corrispondenza (fatture, DDT ed e-mail), nelle pagine aziendali sui social media:

Cosa Comunicare?

  • Ragione sociale
  • Sede della società
  • Partita Iva/ Codice Fiscale
  • Dati relativi al Registro delle Imprese ovvero l’ufficio e il numero di registrazione
  • Capitale sociale relativo all’ultimo bilancio
  • Eventuale stato di liquidazione o stato di società singola

Se non si rispettano queste disposizioni si rischiano delle sanzioni tra i 206 e 2.065 euro inviate dalla Camera di Commercio. Mica male.

E-Commerce: cosa devi sapere se vuoi vendere online, obblighi da rispettare

Il commercio elettronico è regolato dalla normativa comunitaria a cui sono legati i 28 stati membri dell’Unione Europea, vediamo i punti principali della normativa:

  • La direttiva europea 2011/83 detta le leggi del risarcimento: il termine per restituire la merce è di 14 giorni. Le merci si possono restituire anche nel caso si cambi idea o per qualsiasi altra ragione. Eventuali costi di restituzione a carico dell’utente devono essere specificati in anticipo ovvero al momento dell’acquisto o in una pagina apposita dell’e-commerce.
  • I dati del rivenditore e del prestatore devono essere resi pubblici, anche il numero di iscrizione al Registro delle Imprese e l’indicazione degli estremi del responsabile in caso di attività soggette a licenza e altra concessione.
  • Per eventuali extra è vietato ricorrere a caselle preselezionate, come succedeva una volta. Le caselle che elencano i servizi extra devono essere deselezionate di base, sarà poi il cliente a cliccare sui servizi aggiuntivi che desidera acquistare.
  • Il prezzo dei prodotti deve essere chiaro. I costi aggiuntivi devono essere specificati al momento dell’ordine e non al momento del pagamento.

Trattamento della Privacy e i Cookie: tutela i tuoi clienti

I dati sensibili dell’utente che accede o acquista sul sito o che rilascia durante telefonate o altra corrispondenza sono assolutamente riservati. Uno spazio del sito web deve essere destinato all’informativa sulla tutela della privacy. La mancata pubblicazione può dare avvio a sanzioni che vanno dai 6.000 ai 36.000 euro. Per utilizzare i dati dell’utente è necessario un consenso informato, che deve essere dato dopo la lettura di tale informativa. Tra gli obblighi troviamo dal 2012 il comunicare l’uso dei cookies, strumenti che memorizzano i dati di navigazione.

Fusioni e scissioni: puoi comunicarle anche online

Ulteriori obblighi porta il Decreto Legislativo n. 123 del 22 Giugno 2012 che tra le più importanti novità che permettono di raggirare la burocrazia e velocizzare il processo di fusione o scissioni di una società. Se prima si potevano realizzare con con una comunicazione al Registro delle Imprese da qualche anno si possono pubblicare sul sito web aziendale ma questi documenti devono essere autentificati con firma digitale e marcatura temporale.

Se desideri gestire un sito web devi conoscere anche questi lati meno divertenti, ma sempre utili per non rischiare brutte sorprese. Per approfondire l’argomento ti consigliamo di visitare la pagina dedicata alla creazione di nuove imprese in Europa, dove potrai trovare tanti spunti per migliorare il tuo progetto imprenditoriale dal punto di vista legislativo.

smtp

A seguito di continue richieste da parte dei clienti della divisione WEB della MBLI S.a.s., la BusinessPower, si è deciso di acquistare e rivendere un servizio professionale di SMTP che permette di utilizzare sil servizio di posta in uscita senza alcuna limitizaione.

MBLI S.a.s., possiede, alcuni servers ad uso esclusivo di invio della posta, rispetto ai normali piano piani di hosting condiviso, come quello da noi offerto, hanno un numero limitato di email disponibili per l’invio su base giornaliera, oltre che invio massimo di mail in unità di tempo, ad esempio non è possibile inviare più di 15 email in 1 minuto. Ovviamente con tali limitazioni gestire campagne di marketing oppure newsletter con un numero elevato di destinatari diventa pressochè impossibile, aquistando questo servizio avrai la certezza di poter svolgere il tuo lavoro in completa serenità.
Per l’utilizzo del servizio non è necessario che il dominio o la casella di posta elettronica che si intende utilizzare per l’invio dei messaggi email sia presso un Hosting BusinessPower, infatti è possibile utilizzare come sender qualsiasi indirizzo email con dominio proprietario (es. info@tuodominio.it, info@tuodominio.com etc.), non è possibile utilizzare come sender indirizzi di email gratuiti (es. @gmail.com, @hotmail.com, @libero.it etc.) in quando non è possibile per tali caselle email cambiare i record SPF. Nel caso non si disponga di un dominio, è possibile acquistare la registrazione o il trasferimento del dominio ed associarlo al pacchetto SMTP desiderato.
Al fine di garantire un alta consegna dei messaggi email (high-deliverability), i nostri server dedicati al servizio SMTP sono configurati con multipli indirizzi IP dedicati ed italiani per l’invio dei messaggi con indirizzo IP a rotazione (ogni messaggio email sarà inviato con un ip differente).

Il nuovo servizio potrà essere richiesto da tutti i clienti sia per le nuove sottoscrizioni che per i vecchi, per i domini già registrati.

La BusinessPower, ha chiesto all’amministrazione della MBLI S.a.s., di sviluppare dei piani che permettano in modo semplice ed economico di potere accedere al servizio.

L’acquisto del piano SMTP, è ora disponibile direttamente sul nostro sito ecommerce http://ecommerce.mbli.it

 

Siti in multilingua

Molti di noi sono abituati a navigare per Internet e conoscono tante tipologie di sito.
Di sicuro sono passati anche per siti che sono scritti in un’altra lingua oppure che hanno la funzione per cambiare la lingua.
I siti multilingua oggi sono una componente essenziale del web.
Questo perché nel campo della comunicazione è importante comprendersi e farsi capire, soprattutto oggi che viviamo in una realtà multiculturale e complessa.

L’implementazione del supporto multilingua può essere effettuata nel momento in cui si sente l’esigenza di internazionalizzare la propria utenza. Basta pensare al commercio: perché limitarsi al mercato interno quando in tutto il mondo ci potrebbero essere dei potenziali acquirenti interessati al sito e ai prodotti venduti? Oppure al turismo: il settore turistico non conosce confini nazionali ed è intrinsecamente multilingua.
La creazione di un sito multilingua non è molto semplice e comporta parecchi problemi, ma che con qualche dritta possono essere facilmente superati.
Quando siamo a creare un sito il proprio cliente talvolta può chiedere il supporto multilingua, ma spesso dimentica che non sempre l’utente locale e quello straniero hanno le stesse esigenze. Questo vuol dire che spesso tradurre non basta ad avere successo.
C’è differenza tra un sito tradotto in un’altra lingua e un sito adattato e nel secondo caso c’è bisogno di lavorarci sopra di più.

Il mio sito deve essere multilingua?

Non necessariamente tutti i siti devono essere tradotti in più lingue. Basta pensare ad un blog o ad un sito di un gruppo di amici: sono siti che riguardano una stretta cerchia di persone che nella stragrande maggioranza dei casi hanno la stessa cultura o parlano la stessa lingua.
Un altro esempio è un sito che vende soltanto prodotti facilmente deperibili e quindi non adatti ad un mercato internazionale.
Bisogna vedere quale è il target del sito e gli utenti che accedono regolarmente. Se non sappiamo chi frequenta il nostro sito e perché ci arriva basta usare dei servizi di statistiche come quello di Google Analytics (di cui vi consiglio di leggere questo articolo “Le statistiche del sito in Joomla con Google Analytics”).
Molti (aziende e privati) scelgono la strada del multilingua senza averne una reale necessità.
La realizzazione di un sito multilingua può però essere una buona opportunità per aumentare la propria visibilità e la fetta degli utenti (anche clienti) su un piano internazionale. Questo vuol sottolineare ancora di più che non è necessario solo una traduzione del sito, ma anche una vera e propria rivalutazione delle pagine.
Creare un sito multilingua significa avere la possibilità non solo di tradurre i contenuti delle pagine bensì anche cose come voci di menu, messaggi di interazione con l’utente, comandi e così via.

Quali lingue sono necessarie?

Questo dipende dalla tipologia di sito e da chi sono gli utenti tipici. Prima di procedere alla traduzione cerchiamo di capire quale lingua è effettivamente utile.
La prima sicuramente necessaria è l’inglese.
Aggiungetene altre solo se lo ritenete necessario. Infatti non è necessario tradurre in centinaia di lingue il sito, sarà solo spreco di denaro e tempo.

Come e di chi ho bisogno per la traduzione di un sito?

Il primo problema che nasce è come tradurre il materiale. La lingua può essere un bell’ostacolo, soprattutto perché quello che viene tradotto deve essere tradotto bene. Se uno non ha ottima padronanza della lingua dovrà affidarsi a dei collaboratori esterni che traducano interamente il sito e siano disponibili ad effettuare gli eventuali aggiornamenti sui contenuti.

Per questo motivo la Businesspower-WEB, divisione WEB della MBLI S.a.s di Marchese Daniele Rosario, si avvale solo di personale altamente qualificato.

I nostri professionisti sono tutti abilitati e in grado di fornire la certificazione del lavoro svolto.

Siamo in grado di fornire un servizio completo e professionale di traduzioni certificate o giurate in inglese e in tutte le lingue del mondo.

Una traduzione certificata, giurata o asseverata (traduzione giurata di un documento che, una volta tradotto, conserva il proprio valore legale anche nella lingua di destinazione) per sua stessa natura ha grande importanza e dev’essere realizzata con particolare cura e professionalità.
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Un errore lessicale comune consiste nel confondere il concetto di Traduzione Legale con quello di Legalizzazione.
Una traduzione legale è la traduzione di un qualunque testo o documento appartenente al settore legale e giuridico. Il linguaggio utilizzato in questi ambiti ha una sintassi complessa e utilizza un lessico e una nomenclatura specifici; per avere una traduzione legale accurata è importante perciò che il traduttore abbia una conoscenza approfondita del settore legale.
Una traduzione legalizzata (o Legalizzazione o Apostille)  è un servizio aggiuntivo necessario quando si deve presentare all’estero una traduzione giurata. In questo caso  bisogna Legalizzare la traduzione presso la Procura della Repubblica dello stesso Tribunale dove è stata asseverata. Tramite l’apposizione del timbro Apostille verrà certificata la qualità legale (nonchè la validità della firma) del pubblico ufficiale che ha siglato il documento tradotto.

Non affidarsi ai traduttori automatici!

E’ una regola importantissima. Anche se ormai sul web esistono numerosi traduttori automatici (sia non commerciali sia a pagamento), non bisogna fidarsi molto di loro.
Un piccolo esempio di traduzione non adeguata fatta da una macchina e non da un umano è mostrato in figura.
I traduttori a pagamento spesso funzionano un po’ meglio, ma è sempre meglio affidarsi a personale competente.

Lingue e SEO

E’ da notare bene che ai fini SEO le lingue diverse del sito non devono mai essere inserite nella stessa pagina. Questo può creare un grave problema di indicizzazione dell’intero sito.
Una buona soluzione a questo è quella di utilizzare strutture a cartelle o sottodomini.
Per esempio se il sito è www.iltuosito.com, la sua versione inglese potrebbe essere www.iltuosito.com/en oppure en.iltuosito.com .
Viene spesso consigliato di usare la prima soluzione (www.iltuosito.com/en cioè la struttura con sottocartelle), perché in questo modo si aumentano il numero di pagine indicizzate del dominio in questione. Il sottodominio è considerato un vero e proprio sito a parte dai motori di ricerca, finché non viene linkato dal dominio madre.

Altri consigli utili

  • Pensare a chi legge in un’altra o in più lingue. Una volta creato il sito fare delle prove con delle persone che parlano (possibilmente) soltanto la lingua in cui il sito è stato tradotto.
  • Cercare di ottimizzare il sito in tutte le lingue per la ricerca sui motori di ricerca.
  • Iniziare a pensare di passare al multilingua solo quando il sito in italiano inizia ad avere un certo successo ed è ben indicizzato.

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